Scholz: «L’Italia c’è la può fare, ma la politica non ostacoli la ripresa»
Domenica 21 novembre 2010, presso il Palasharp di Milano, si è tenuta l’Assemblea Generale di Compagnia delle Opere.
L’incontro è stato aperto dal presidente CDO, Bernhard Scholz, cui sono seguiti gli interventi di Julián Carrón, Presidente Fraternità di Comunione e Liberazione, Giorgio Vittadini, Presidente Fondazione per la Sussidiarietà e, in collegamento video, Marcos Zerbini, deputato dello Stato di San Paolo – Brasile.
Scholz, nel suo intervento conclusivo, ha affermato: «La storia della CDO è un continuo rinnovarsi e approfondirsi dell’esperienza che abbiamo ripercorso grazie ai nostri amici e maestri intervenuti oggi e che dà vita a tutte le nostre iniziative volte a valorizzare e a sostenere la dignità e la libertà della persona in ogni contesto lavorativo e sociale.
Esempio ne è il Matching, che parte domani, uno spazio a disposizione delle imprese per incrementare il livello di conoscenza dei mercati, dei prodotti e dei metodi di lavoro, condizione di base per cogliere le opportunità di ripresa economica solida e duratura».
«Quanto alla situazione italiana – ha aggiunto Scholz – la vita sociale è fatta di migliaia imprese profit e non profit che lottano quotidianamente per affermarsi sui mercati nazionali e internazionali, facendo sforzi immani per non licenziare. C’è ancora un popolo vivo, impegnato con ideali che provengono dalla cultura cattolica, socialista e liberale».
«Ma proprio per questo il Paese ha bisogno di un governo autorevole e coeso e di un’opposizione propositiva e costruttiva. Urgenti sono le riforme che favoriscano lavoro e imprese, sostengano la famiglia e rendano il fisco più giusto e meno oppressivo. Bisogna introdurre la sussidiarietà come base del federalismo, in modo da favorire la responsabilità di chi governa, e del welfare, per valorizzare le iniziative private senza le quali è destinato a crollare».
Scholz ha concluso: «Imboccare oggi la strada di una crisi “pilotata” o non “pilotata” che durerà mesi per poi andare alle elezioni è contro l’interesse vitale del Paese. Va ricercata con tutte le forze, e se necessario con i dovuti sacrifici, la via di un dialogo ragionevole tra le forze politiche e di rispetto del bene comune. Alle elezioni si potrà ricorrere solo come extrema ratio per evitare governi tecnici e pasticci politici che aggraverebbero la situazione.
Siamo pronti a dare il nostro contributo, come abbiamo sempre fatto. Non ci siamo mai tirati indietro: abbiamo sempre presentato e presentiamo anche oggi le nostre proposte per le riforme che sentiamo come più urgenti, partendo non da pretese ma da esperienze positive, che grazie a Dio ci sono».
guarda il video dell'Assemblea generale CDO